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FLEBOLOGIC E LE 150 MATTONELLE, D’ARTISTA.

<<Mentre ascoltavo la seconda traccia ho pensato a quanto fosse dannata. A quanto facesse Sesso, questa traccia sinuosa. Ho pensato di volermi mastrubare fra le note di ‘Crowlin’ Worm‘ e molestamente, la mia mente si è svuotata per lasciarsi penetrare dalla melodia. E’ stato lì che la mia mano genuina  si è infilata sotto le mie mutande. >>
direbbe Belen Rodriguez.

Quest’ album dei FLEBOLOGIC  l’ho preso sabato da Maria, una mia cara amica che abita fra le pianure acerbe nella provincia di Bergamo. Suo fratello è parte del gruppo e lei ha contribuito a seminarne delle copie.
Ripensando al logorante rapporto fra forma e contenuto, l’album di questi cinque ragazzi(Marco Rossi, Luca Rossi, Vincenzo Bianco, Fabrizio Broggi e Matteo Baggi) ha una consistenza fisica, materialmente autentica. Marco Rossi infatti, laureato alla Brera di Milano, ha realizzato 150(centocinquanta) mattonelle una-diversa-dall’altra illustrandoci (sopra e a noi) la sua arte <<povera, disturbata, geniale >>, commenterebbe Rodriguez sul palco-rappresentazione della musica ALL’ italiana . Le hanno accostate (hanno collaborato al progetto grafico Luca e Matteo) assieme al libretto dei testi e ovviamente, su un’ ulteriore mattonella colorata di nero, ci hanno incastrato il cd, quello tondo vero e riproducibile. Tutto è stato sigillato “eternamente”, secondo il principio di conservazione con la tecnica del sottovuoto.
“eternamente” dipende da te, da quanto il tuo feticismo ti porti a collezionare una di queste 150 copie, uniche. che invidia farebbe possederle tutte? Trovandoti di fronte a questa confezione potresti pure/forse/quasi perdonare il fatto che il disco faccia schifo.
Invece no.

I pezzi sono sens-uali come appunto << una carezza al posto giusto quando ascolti la terza canzone>>.
Poi passi dalla quinta alla sesta, e un manciata di secondi di silenzio aspettano che tu ritorni davanti allo stereo: senza accorgertene sei disorientato. Come accade ai cerchi che un sasso provoca nell’acqua che mano a mano si allontanano ma sono presenti; come pupille che si dilatano rilassate; come una mosca, che per nutrirsi, succhia.

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Ferrari F12 Berlinetta

Quando vidi l’alfa 8c competizione, nel 2007, pensai che l’umanità avrebbe dovuto aspettare qualche manciata di anni per vedere qualcosa di stilisticamente migliore girare per le strade. Il centro stile ferrari e lo studio Pininfarina questa volta ci hanno provato davvero a portare più su l’asticella, anche se per quanto mi riguarda con la Berlinetta non hanno raggiunto il livello di Wolfgang Egger. A parte un sacco di pippe per nerd e pistaioli della domenica con lo yacht, tipo sospensioni magnetoreologiche, freni ceramici e altre cose che devi essere al terzo anno di ingegneria meccanica, la Berlinetta ha il motore più potente che Ferrari abbia mai messo per strada, 12 cilindri per 740 cavalli; una cosa pazzesca anche se non sai un cazzo di niente di macchine.

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percorso file > cartella: Mondo > file: l’ artista.

Capita a volte che penso al concetto di forma e contenuto, capita ormai spesso e quando ci rifletto improvvisamente tutto si frammenta, come era la Terra prima di diventare Mondo.
Ora invece il Mondo è un pò come una cartella che hai nel tuo pc: le immagini, i video, i tuoi download, la musica e le cartelle sul deskTop perchè sono troppo Top e poi le cartelle delle sottocartelle e ancora le cartelle nelle cartelle che hai nel pc ma ci giureresti di non averle salvate/create tu. Il Mondo non l’hai creato tu? No.
Non sei un’artista, non ti sei salvato nelle cartella della non mediocrità. la mediocrità non esiste, altrimenti tutti saremmo mediocri, perchè,tu ti credi speciale?
“ciao, io sono speciale. e tu? Faresti bene a credermi”.
“perché tutto il resto non lo è abbastanza, speciale?”
Non c’è nulla di più arbitrario di assegnare valore a qualcosa, di dare cinque stelle alla canzone che ti piace sul Tuo itunes, che già è qualcosa che hai scelto: un’arbitrarietà che parte già dall’arbitrarietà. In un Mondo in cui sembriamo essere un po’ tutti artisti, pozzi di petrolio colmi di emancipazione c’è anche chi inizia a rompersi il cazzo.
deficienti deficienti deficienti.
Noi italiani deficienti, il ministro della cultura deficiente che sta seduto sulla panca della Cappella Sistina, sulla scogliera di Cala Gonone, cammina sul Ponte rialto, siede sulla poltrona di pelle-di velluto blu-di seta cinese della Scala, è sdraiato sulla sdraio in una spiaggia siciliana e pensa che i soldi si fanno col nucleare, col petrolio e noi non ce lo abbiamo. Con la cultura sulla quale il tuo culo imburrato e tostato è seduto signor Ministero della cultura i soldi si fanno? si fanno tanto quanto con il petrolio? sì ma..
ma che?
Oggi, nel Mondo, ho scoperto che c’era un sito italiano che si chiamava COCACOLLA e parlava di arte e design, l’hanno chiuso perché a quelli acidelli dell’azienda di Atlanta non gli andava a genio, il nome.

 

Oggi, nel Mondo, ho scoperto che c’è un film italiano di Cosimo Terlizzi che si chiama Folder (cartella), e ha vinto la settima edizione del Net Indipendent Film Festival.

Oggi, nel mondo, ho scoperto la mostra di Massimo Grimaldi Texts: confessioni sul ruolo dell’artista miscelate con forzature grammaticali all’amore.

Grimaldi
Allora Mondo, oggi, che hai da fare? Andiamo a cercare chi osserva senza farsi beccare?
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Cocacolla

 

YUKSEK – OFF THE WALL

Eccovi questo video nuovo nuovo, bello bello e adorabilmente trippy del nuovo singolo di Yuksek, off the wall, estratto dal suo ultimo album living on the edge of time, diretto dal videomaker parigino Romain Segaud. Semplicemente geniale e genuino!

Scaricatevi qui invece il remix di Brodinsky, versione più da dancefloor.

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